Povertà interiore: perché ti senti “non abbastanza”

21 Set 26 | 2 commenti

Come cambiare la relazione con il tuo valore, con il ricevere e con il permettere.

Come si guarisce dalla povertà?

Non intendo soltanto la povertà materiale, che ha cause complesse e concrete, ma quella forma di povertà che può diventare una postura interiore.

Quella sensazione di dover sempre fare di più, meritare di più, accontentarsi, trattenersi.

Quella voce che dice:

Non posso.
Non è per me.
Devo accontentarmi.
Non voglio disturbare.
Non posso permettermi di ricevere.

Questa povertà interiore non si trasforma con la forza di volontà.

Si trasforma cambiando la relazione che hai con il valore, con il ricevere e con il permettere.

Perché a volte la scarsità non è soltanto ciò che manca fuori.

È anche il modo in cui abbiamo imparato a stare nel mondo.

Un’abitudine emotiva.
Una narrazione.
Una postura interiore.

E forse la trasformazione comincia proprio quando smetti di percepirti come qualcuno che deve continuamente meritare e inizi a riconoscerti come qualcuno che può permettere.

🌿 Tre assi della trasformazione interiore

1. Identità di valore — Chi credi di essere quando chiedi, ricevi, offri

La povertà interiore può essere sostenuta da un’identità che ripete:

“Non posso.”
“Non è per me.”
“Devo accontentarmi.”
“Non voglio disturbare.”

Non si tratta di sostituire questi pensieri con un ottimismo artificiale.

Si tratta di andare più in profondità.

Di chiederti:

Chi credo di essere quando chiedo?
Chi credo di essere quando ricevo?
Chi credo di essere quando offro il mio valore?

La trasformazione arriva quando puoi iniziare a riconoscere:

“Io sono qualcuno che porta valore.
Io sono qualcuno che può ricevere valore.”

Non è semplicemente un pensiero positivo.

È un cambio di postura.

2. Il permesso di ricevere — La parte più difficile

Molte persone hanno imparato molto bene a dare.

Dare tempo.
Dare attenzione.
Dare energia.
Dare cura.

Ma non altrettanto bene a ricevere.

E ricevere può essere sorprendentemente difficile.

Per ricevere servono apertura, fiducia e la capacità di lasciare andare, almeno in parte, il controllo.

A volte persino l’abbondanza può creare disagio.

Perché ricevere significa anche esporsi alla possibilità di perdere.

E allora può nascere, inconsapevolmente, una forma di autoprotezione:

“Se non ricevo, non rischio di perdere.”

Ma ciò che ci protegge dalla perdita può anche impedirci di vivere pienamente ciò che arriva.

Per questo imparare a ricevere è una pratica interiore.

Non significa prendere tutto.

Significa poter dire a ciò che è buono per noi senza sentirci automaticamente in colpa, in debito o immeritevoli.

3. La relazione con il potere personale

Questo è un punto che sento particolarmente vicino al lavoro che faccio attraverso i Registri Akashici, la verità e la presenza. https://www.lauratorresin.com/letture-dei-registri-akashici/

La povertà interiore può essere anche una forma di rinuncia al proprio potere.

Ma il potere personale non è dominio.

Non è controllo.

Non è essere più forti degli altri.

È il potere che illumina.

Quello che ti permette di dire:

“Posso vedere la verità delle cose.
Posso vedere la verità delle persone.
Posso vedere la verità di me.”

Quando inizi a stare in questo spazio, qualcosa cambia.

Non devi più convincere.

Non devi più rincorrere.

Non devi più dimostrare continuamente il tuo valore.

Puoi iniziare a riconoscerlo.

E da questo riconoscimento può nascere un modo diverso di stare nel mondo.

🌱 Dove nasce la povertà interiore — e come può sciogliersi

Paura di disturbare
→ può sciogliersi nella presenza.

Paura di non meritare
→ può sciogliersi nella verità.

Paura di perdere
→ può sciogliersi nella fiducia.

Paura di essere visti
→ può sciogliersi nel potere personale.

Non perché la paura debba sparire per sempre.

Ma perché puoi smettere di lasciare che sia lei a decidere per te.

🌸 Forse l’abbondanza non è ciò che pensi

Forse non si tratta di cercare continuamente di diventare più ricchi.

Forse, prima ancora, si tratta di riconoscere dove dentro di te hai imparato a sentirti povero.

Povero di valore.

Povero di possibilità.

Povero di diritto a ricevere.

Povero di fiducia.

E cominciare da lì.

Perché quando cambi la relazione con il tuo valore, cambia anche il modo in cui chiedi, ricevi, scegli, offri e permetti.

E forse è proprio questo il primo movimento verso una nuova forma di abbondanza.

🌿 Il mantra

“Non cerco l’abbondanza.
Mi allineo alla parte di me che non è mai stata povera.”

Con cura,

Laura Torresin

Laura Torresin

Laura Torresin

Sono un canale a disposizione di chi intraprende un percorso di consapevolezza e crescita interiore. Ho il dono, sin da piccola, della cosiddetta seconda vista. Aiuto le persone a mettersi in contatto con la loro essenza affinché possano ricevere l'orientamento di cui necessitano dalle loro Guide Spirituali attraverso la lettura dei Registri Akashici - chiave di conoscenza ancestrale - seminari, laboratori e workshop del Teatro dell'Invisibile Reso Visibile, metodo da me realizzato per esplorare l'anima creativamente. Amo l'arte. L'arte è una necessità della mia essenza, una riformulazione della mia energia vitale. E' come se avessi un canale che prende energia dall'arte e quel canale deve essere sempre aperto. Vi invito a scoprire come l'accedere ai propri Registri Akashici e il partecipare ai laboratori del Teatro dell'Invisibile Reso Visibile possano aiutare a ritrovare il cammino e a vivere sempre più consapevolmente in linea con la propria anima.

2 Commenti

  1. Agata Cantarella

    Non avevo dubbi sulla tua seconda vista… si vede dal tuo sorriso, dalla tua dolcezza e nello stesso tempo sicurezza che hai… sei una persona splendida Laura e sono felice che stai con Ivan che ho visto crescere! ❤️

    Rispondi
    • Laura Torresin

      Grazie per la tua sensibilità, cara Agata. Ti saluto con simpatia.

      Rispondi

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